Wine Waste

Integrated BioRefinery

Valorizzazione dei sottoprodotti e dei residui di vinificazione tramite estrazione e produzione di molecole ad alto valore aggiunto

Sviluppare una filiera integrata di bio-refinery applicata al settore enologico per la gestione, utilizzazione e valorizzazione dei residui di lavorazione delle uve

Il progetto di ricerca intende creare un nuovo sistema integrato di bioraffineria applicato alla gestione, utilizzazione e valorizzazione dei residui di lavorazione delle uve - vinacce, fecce e acque reflue - in accordo con il Regolamento CE n. 479/2008 e la Direttiva 2006/12/CE. La valorizzazione integrata dei reflui enologici rappresenta uno smaltimento intelligente dei rifiuti e residui ad alto impatto ambientale.

La riforma dell'Organizzazione Comune di Mercato (OCM) del settore vitivinicolo delinea per i sottoprodotti della vinificazione uno scenario che prevede progressivamente la diminuzione, fino alla scomparsa, dell’aiuto al settore tramite distillazione. In questo contesto è indispensabile creare una nuova filiera, vale a dire un sistema integrato sostenibile e standardizzato in grado di contribuire non solo alla problematica dello smaltimento di questi rifiuti di natura organica, ma che ne preveda lo sfruttamento ottimale e la valorizzazione in diversi settori industriali.

Nello svolgimento del progetto di ricerca si intende applicare ai sottoprodotti della vinificazione il moderno concetto di bioraffineria, metodologia che integra i processi di trasformazione della biomassa per la produzione di prodotti alimentari, cosmetici, farmaceutici, biopolimeri ed energia. La bioraffineria trae vantaggio dai componenti che ha al suo interno e dalle sostanze intermedie e ne massimizza la redditività e il valore aggiunto con l'integrazione di processo e l'allungamento della catena di produzione.

La realizzazione della filiera integrata del progetto si sviluppa in quattro linee di ricerca:

  • recupero di composti bioattivi con metodi estrattivi di recente introduzione, quali l'impiego sia di liquidi ionici che di CO2 supercritica assistita da ultrasuoni, approcci che consentono non solo il recupero anche di componenti largamente minoritari, ma anche un notevole aumento delle rese di estrazione con una significativa riduzione dei tempi richiesti e conseguentemente dei costi, nella logica previsionale che questi risultati trovino applicazione industriale
  • esplorazione di cataboliti endogeni susseguenti all'assunzione dei composti fenolici tramite alimenti nutraceutici
  • individuazione di nuovi prodotti finali della catena di valorizzazione quali i poliidrossialcanoati, biopolimeri di origine biologica
  • produzione di idrogeno molecolare tramite tecnologia MEC

I partner scientifici sono l’Università di Udine (capofila), il Politecnico di Milano, l’Università di Bologna, l’Università degli Studi di Milano, l’Università di Parma, l’Università di Roma “Tor Vergata” e la Fondazione Politecnico di Milano. Il progetto di ricerca è finanziato da Ager - Agroalimentare e Ricerca, progetto di collaborazione tra tredici Fondazioni per sostenere la ricerca scientifica in campo agroalimentare. 

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